La comunicazione assertiva

“Esistono tre possibili approcci nella conduzione dei rapporti interpersonali. Nel primo, si pensa solo a se stessi e si trattano gli altri in modo scorretto. Il secondo consiste nel mettere sempre gli altri prima di se stessi. Il terzo approccio è la scelta giusta… la persona mette se stessa prima di tutto il resto ma tiene conto degli altri.”

Joseph Wolpe

 

Capita a tutti di avere comportamenti non adeguati in alcune situazioni sociali: possiamo trovarci a subire passivamente le critiche di una persona, aggredire un nostro collega o il nostro partner, non riuscire a rifiutare un favore che ci viene chiesto nonostante questo ci crei un disagio. Non è sempre facile mettere in atto il comportamento più efficace da avere in una certa situazione, spesso ce ne rendiamo conto solo a posteriori, portandoci dentro un vissuto di frustrazione o rabbia per non aver saputo reagire nel modo più adeguato.

Il comportamento sociale può essere suddiviso  in:

  • Comportamento passivo
  • Comportamento aggressivo
  • Comportamento assertivo


Naturalmente il nostro comportamento cambia a seconda del contesto e del nostro interlocutore, ma ognuno di noi tende a mettere in atto una modalità prevalente di interazione sociale.

 

Un comportamento è passivo se:

Subiamo gli altri

Abbiamo difficoltà nel fare o rifiutare richieste

Abbiamo difficoltà nel fare o accettare complimenti e nel comunicare agli altri i nostri sentimenti

Abbiamo bisogno dell’approvazione altrui

bbiamo spesso paura di sbagliare

Riteniamo che gli altri siano migliori di noi

Proviamo disagio alla presenza di persone che non conosciamo bene

Abbiamo difficoltà nel prendere decisioni

Tentiamo di compiacere gli altri

Evitiamo di litigare

 

Queste sono solo alcune delle difficoltà che si possono presentare a chi adotta uno stile di comportamento passivo; alcune persone possono ritrovarsi nella maggior parte di queste situazioni, altre solo in alcune. Alla base, comunque, vi è l’impossibilità di raggiungere i propri obiettivi e di fare valere i propri diritti.
Subire gli altri crea un elevato senso di frustrazione, la persona si sente impotente e tende a isolarsi. 

Un comportamento è aggressivo se:

Vogliamo che gli altri si comportino come fa piacere a noi

Non modifichiamo la nostra opinione su qualcuno o su qualche cosa

Decidiamo per gli altri senza ascoltare il parere dei diretti interessati

Non accettiamo di poter sbagliare

Non chiediamo “scusa” per un nostro eventuale errato comportamento

Non ascoltiamo gli altri mentre parlano

Interrompiamo frequentemente il nostro interlocutore

Giudichiamo gli altri e li critichiamo

Usiamo strategie “colpevolizzanti o inferiorizzanti”

Se lo stile di comportamento viene visto come un “continuum” al polo intermedio troviamo l’assertività, ovvero quel comportamento che consente di fare rispettare i nostri diritti senza violare quelli degli altri, permettendoci di esprimere in modo onesto ed aperto i nostri punti di vista, e allo stesso tempo mostrando di capire la posizione altrui.

La persona assertiva:

Sa esprimere le proprie esigenze in modo diretto e comprensibile

Raggiunge i suoi obiettivi restando in buoni rapporti con gli altri

Accetta il rischio e la responsabilità dei suoi comportamenti

Difende i propri diritti non mostrando ansia eccessiva

E’ in grado di intraprendere una discussione spiegando la propria posizione e ascoltando quella degli altri senza pretendere di avere sempre ragione

Sa tollerare le frustrazioni senza attuare comportamenti passivi o aggressivi

Si trova a suo agio durante le relazioni con gli altri

Accetta le critiche costruttive utilizzandole per migliorare il proprio comportamento

Ascolta gli altri ma decide in modo autonomo

Sa fare e ricevere i complimenti

Esprime onestamente le sue opinioni e sensazioni

E’ in grado di comunicare le proprie emozioni o stati d’animo

Informa l’interlocutore dell’effetto che la sua comunicazione ha prodotto

Non è manipolativo e non permette che gli altri lo manipolino

Non giudica

Se non comprende chiede chiarimenti

Sa dire di “no” 

Il training assertivo è ampiamente usato in terapia cognitivo-comportamentale, basti pensare al fatto che più del 70% delle persone tendono ad avere problemi di origine sociale ed interpersonale (Rolla, 2009). Il comportamento è soprattutto frutto di apprendimenti, di acquisizioni, e proprio sulla base di questi presupposti è possibile disapprendere alcuni comportamenti scorretti (o non funzionali) e aumentare il bagaglio di competenze e abilità sociali dell’individuo.

Ma l’assertività, oltre ad essere un’abilità sociale, è anche uno stile relazionale, un modo di pensare e pensarsi.

Il training di assertività prevede diversi obiettivi:

  • Riconoscere ed esprimere i propri diritti
  • Imparare a conoscere meglio se stessi, analizzando i propri comportamenti manifesti e nascosti
  • Costruire una buona immagine di sé sia privata che professionale, superando le paure e le inibizioni sociali
  • Migliorare la capacità di iniziare, continuare e portare a termine le interazioni sociali, senza provare disagio
  • Imparare a dire di NO
  • Evitare comportamenti passivi, manipolatori, passivo-aggressivi
  • Apprendere abilità verbali assertive: abilità di conversazione, di difesa e persistenza
  • Apprendere abilità non verbali assertive (comunicazione non verbale)
  • Attuazione di comportamenti assertivi (attraverso l’utilizzo di role playing in seduta e successiva esposizione nella vita quotidiana)